Sono un pò stanca di sentirmi dire che dovrei fare meno cose. So da me che se facessi meno cose, ne sarei agevolata. Ma non è nella mia natura. Il lavoro, quello che io ho scelto come lavoro, e che ho la fortuna di poter praticare sopravvivendo dignitosamente, è parte di me, è me, non è qualcosa di staccato dalla mia natura, che io vado a fare in qualche ufficio, dal lunedì al venerdì, e qualche volta pure il sabato mattina. Il lavoro di un artigiano, parola che forse più di altre spiega quello che sono, è incostante, è fetente, a volte ti sommerge e a volte ti lascia lì nell'angolino a mendicare e a valutare che fare per il tuo futuro, finchè non ti travolge ancora. Va. E poi torna. Il lavoro dell'artigiano è come la marea. A volte ti trovi sulla spiaggia a raccogliere conchiglie, nella bassa marea, e a volte ti trovi i piedi bagnati senza nemmeno accorgertene. Ma è così che a me piace. Io ultimamente lavoro spesso pure la domenica. Sono stanca fisicamente, ma il fascino della marea in movimento mi strega, e non posso fare altro che navigarla.
A chi mi dice che dovrei concentrarmi di più su una delle mie attività, vorrei far capire che per me sarebbe come decidere se essere sempre e solo felice, o se voglio qualche volta essere triste, stanca, felicissima, serena... a me piace la vita con le varianti. Anche perchè credo che chi è sempre felice, finisce con l'essere scontento comunque, perchè senza il paragone con altre emozioni finirà con l'abituarsi, e allora non si renderà nemmeno conto di aver sempre vissuto in situazioni agiate. E' il confronto che ci fa capire quali sono le cose che apprezziamo di più e quali quelle che ci lasciano indifferenti. E' col confronto che cresciamo. Ecco...allora...io credo di essere davvero ancora troppo giovane e curiosa, per non cercare il confronto in tutto quello che faccio. E che posso cominciare a fare!
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venerdì 8 novembre 2013
ESSERE NORMALE
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mercoledì 23 ottobre 2013
Bicchieri con decanter 1
...cosa regali ad una coppia che si sposa, di cui conosci solo un elemento, di cui non hai mai visto la casa, e di cui non andrai al matrimonio? Perchè non puntare su un decanter con i calici in abbinato? Abbiamo deciso di fare semplicemente le due iniziali, con un motivo geometrico morbido, intorno, et voilà, ecco qui un completo elegante e personale!
martedì 26 febbraio 2013
That's amore...
Metti una diciannovenne innamorata, e il programma di fare una sorpresa al suo tesoro che studia lontano. Metti pure che sia bravissima con i dolci,e che sappia addirittura fare i Baci Perugina (molto più buoni degli originali, provati per credere!). Ma non portà mica presentarsi con i baci, e nient'altro di personalizzato, no? E allora, metti che la diciannovenne in questione abbia una sorella che dipinge su qualsiasi cosa...ecco, appunto. La diciannovenne diventa super esigente, uno dei clienti più esigenti mai avuti. Ma che ci vuoi fare, è amore...!
(Per tutti i curiosi: niente testi troppo personali, la diciannovenne non è tipa, non li scrive per poi metterli in mano a terzi. Le parole sono tratte dal testo di una canzone di quel grand'uomo di Lorenzo Cherubini).
giovedì 14 febbraio 2013
ceramiche tradizionali
...giusto perchè non sapevo bene che altro fare...mi sono messa ad imparare a dipingere le ceramiche con le tecniche tradizionali! Quest'estate avevo già tentato l'esperimento con la targhetta per il numero civico di casa mia, ora mi è capitata l'occasione di andare ad imparare questa tecnica nel vicinissimo negozio di una ragazza molto simpatica, che ha voluto subito mettermi alla prova, e così mi ha conquistata. Se le cose sono semplici, dal mio punto di vista, perdono fascino...! Abbiamo cominciato dal riprodurre disegni rinascimentali su dei piatti, poi altri soggetti, poi pitture su oggetti tondi...
Pubblico le foto dei miei primi esperimenti...non sono riuscitissimi, perchè la tecnica mi riesce piuttosto difficile, ma sono abbastanza contenta. Che ne dite?
A me piace tantissimo. Già dipingo su ceramica, ma quello che faccio di solito è completamente diverso come procedimento, e di conseguenza, anche come risultato!
sabato 2 febbraio 2013
CONVIVENDO...
Che belli i tempi dell'università... non potrò mai pensarci senza sentire la nostalgia per i miei coinquilini, e per la bellissima città che ci ha ospitato...ma non devo parlare dei miei tempi dell'università!
Ecco, immaginate 5 coinquiline in un appartamento di Udine...immaginate che una di loro voglia fare un bel regalo alle sue amiche, personalizzando per ognuna una bella tazza...
...La richiesta era quella di scrivere semplicemente i nomi delle ragazze, ma io ho pensato: se le tazze sono tutte uguali, quando stanno nello scola piatti, o riposte in un mobiletto, non è detto che riescano a individuare la loro alla veloce...sai che impiccio, se si trovassero a doverne prendere in mano più di una, per trovare la loro? E così, con i colori richiesti, ho fatto pure dei semplici disegni, che aiutino ognuna di loro a trovare in un attimo la propria tazza...
E adesso, mi prendo la mia di tazza, quella che ho trovato nell'appartamento di Venezia e che mi sono portata a casa dopo anni vissuti lì, e mi faccio una bella cioccolata calda, pensando ai bei vecchi tempi, e alle ragazze di Udine! ;)
venerdì 14 dicembre 2012
CHE BEL LAVORO CHE FAI 2
...qualche settimana fa ho scritto alcune cose sull'essere creativi. Neanche a farlo apposta, qualche giorno dopo ho trovato questo articolo, che trovo molto interessante per chi fosse interessato all'argomento:
http://www.huffingtonpost.it/alfredo-accatino/creativi-meglio-ucciderli_b_2048816.htmlf
Detto questo: la parte più scomoda, è farlo capire a chi vive con te. E se vivi con un informatico, con tutto il rispetto per la categoria, fagli capire tu, che è davvero difficile gestire il flusso creativo, o che passare qualche ora in internet a guardare immagini può definirsi lavoro!
http://www.huffingtonpost.it/alfredo-accatino/creativi-meglio-ucciderli_b_2048816.htmlf
Detto questo: la parte più scomoda, è farlo capire a chi vive con te. E se vivi con un informatico, con tutto il rispetto per la categoria, fagli capire tu, che è davvero difficile gestire il flusso creativo, o che passare qualche ora in internet a guardare immagini può definirsi lavoro!
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sabato 1 dicembre 2012
giovedì 22 novembre 2012
CHE BEL LAVORO CHE FAI
...a tutti i creativi, almeno una volta nella vita, è capitato di sentirsi dire "questo è il tuo LAVORO?" ebbene si, questo è il mio lavoro. Ed è meraviglioso, e non lo cambierei con nient'altro al mondo neanche in quei giorni in cui faccio due conti e quello che ho è solo una manciata di spiccioli...
A volte si crede che i creativi ne abbiano sempre per tutti, e che questo dono gli arrivi dal cielo, senza che abbiano provato a guadagnarselo. Si crede che sia facile avere un'idea al minuto, ma non è facile, nè quando ti viene, nè quando non ti viene! Perchè se non ti viene, non è che ti puoi inventare qualcosa...devi aspettare l'ispirazione, magari disegnando e ridisegnando progettini poco convincenti immaginando la faccia scontenta del cliente (ah, che dolore, quest'immagine!). E quando invece l'idea al minuto ti viene, e ti senti tarantolato, come se la tua mente non potesse fare a meno di sfornare idee sopra idee, dove le metti? Da quale cominci? Ecco, immaginate che ad un certo punto il forno di casa vostra cominci a sfornare prelibatezze una dopo l'altra, miracolosamente. Tirate fuori la prima, compiaciuti, stupiti, eccitati....poi tirate fuori la seconda, increduli. Chiudete la porta, la riaprite e c'è la terza, poi la quarta, poi la quinta...sembra che non voglia fermarsi più. Ad un certo punto vi domanderete dove metterle tutte queste cose, e per quanto si conserveranno...così sono le idee. Quelle che metterete nella mensolina al riparo da tutto verranno dimenticate, probabilmente, e ritrovate rinsecchite. Quelle che mangerete subito saranno le più fresche, le migliori, ma potrebbero non arrivare nel momento giusto. Per esempio, potrebbe essere uno stupendo branzino al sale, ma sfornato alle 7 di mattina...
Non bistrattate i creativi...sono esseri infinitamente delicati, nel loro equilibrio. E hanno una dote, si, ma questa dote va coltivata e alimentata incessantemente, con pazienza e devozione. E rispettata.
...continua...
A volte si crede che i creativi ne abbiano sempre per tutti, e che questo dono gli arrivi dal cielo, senza che abbiano provato a guadagnarselo. Si crede che sia facile avere un'idea al minuto, ma non è facile, nè quando ti viene, nè quando non ti viene! Perchè se non ti viene, non è che ti puoi inventare qualcosa...devi aspettare l'ispirazione, magari disegnando e ridisegnando progettini poco convincenti immaginando la faccia scontenta del cliente (ah, che dolore, quest'immagine!). E quando invece l'idea al minuto ti viene, e ti senti tarantolato, come se la tua mente non potesse fare a meno di sfornare idee sopra idee, dove le metti? Da quale cominci? Ecco, immaginate che ad un certo punto il forno di casa vostra cominci a sfornare prelibatezze una dopo l'altra, miracolosamente. Tirate fuori la prima, compiaciuti, stupiti, eccitati....poi tirate fuori la seconda, increduli. Chiudete la porta, la riaprite e c'è la terza, poi la quarta, poi la quinta...sembra che non voglia fermarsi più. Ad un certo punto vi domanderete dove metterle tutte queste cose, e per quanto si conserveranno...così sono le idee. Quelle che metterete nella mensolina al riparo da tutto verranno dimenticate, probabilmente, e ritrovate rinsecchite. Quelle che mangerete subito saranno le più fresche, le migliori, ma potrebbero non arrivare nel momento giusto. Per esempio, potrebbe essere uno stupendo branzino al sale, ma sfornato alle 7 di mattina...
Non bistrattate i creativi...sono esseri infinitamente delicati, nel loro equilibrio. E hanno una dote, si, ma questa dote va coltivata e alimentata incessantemente, con pazienza e devozione. E rispettata.
...continua...
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domenica 17 giugno 2012
FESTA DI COMPLEANNO
..."allora, sulla torta ci sarano più strati, di gusti diversi, al primo piano pan di spagna...il secondo piano sacher... e il terzo piano sarà una punta con la sua tazza preferita, con disegnata la faccia di nostro figlio, piena di tiramisù, il suo dolce preferito." "Wow, ti fai stampare la faccia di Nicola su una tazza?" "No, la faccio dipingere! Da te!" "!!!Ah. Beh, allora scriviamoci anche AUGURI PAPA'!"
lunedì 16 aprile 2012
TAZZA MIMETICA O MIMETIZZATA?
Lo so, forse questa volta ho esagerato col tono su tono...ma mentre la decorava pensavo prima di tutto ad un pubblico maschile, e poi, ad una casa molto moderna, di quelle arredate con pochi colori e abbinamenti decisi... sta di fatto che fatica a farsi notare, ma a me continua a sembrare molto elegante... avrò esagerato col minimal?
mercoledì 22 febbraio 2012
Muscari Armeniacum ???
Quando trovi delle tazze che ti danno già di loro un senso di delicatezza, non è semplice trovare il disegno giusto senza rischiare di cadere in qualcosa di scontato... E allora ho pensato a due soggetti classici, fiori e libellula, ma mi sono chiesta come potevo renderli particolari...ecco l'idea: ispirarmi a quei quadretti con dentro i fiori fatti seccare, con su scritto il nome della pianta... Certo, quando ho scoperto di aver preso ispirazione da un fiore che si chiama "Muscari qualcosaltro" ho valutato per un momento la possibilità di tornare sui miei passi ed eliminare le scritte, ma una volta messa lì, scritta con un pennellino quasi invisibile, ho pensato che nn fosse male...e allora ho deciso anche di ripassare col colore la decorazione della ceramica.
domenica 29 gennaio 2012
Caffè per due
Io non sono una bevitrice di caffè, credo di avere una media di 2 al mese, salvo alcuni rari e brevi periodi in cui lo bevo di mattina per colazione, quando sento che la mia "parte bradipa" sta prendendo il sopravvento e deve essere riportata all'ordine con la forza. Però il profumo del caffè è una delle cose più buone che ci siano, non pare anche a voi? E il rito del caffè, in sè, mi affascina quasi quanto quello del the. Rispetto a quest'ultimo, però, ha qualcosa di più "cittadino" in sè. Sarà perchè ho visto toppi film e sono una amante di Starbucks pur essendoci stata pochissime volte, o sarà il fatto che la pausa caffè è associata a qualcosa di abbastanza veloce, e che deve riuscire a dare energia immediata, ma io la vedo così. Ah, specifichiamo una cosa. Io di caffè ne berrò pure pochi, ma il caffè che beviamo in Italia, lo chiamo caffè, tutto il resto lo chiamo, con libera licenza poetica concordata "succo di calzini". Così, infatti, ha definito il caffè che servivano, un ragazzo che lavorava in un hotel di Parigi dove ho passato un paio di mesi quando lavoravo in un cantiere lì. E così lo chiamo io, amorevolmente, con vero affetto, quel liquido scuro che ci servono in giro per il mondo e che in realtà, di tanto in tanto, mi preparo pure a casa!
sabato 21 gennaio 2012
caffè al maschile
Ok... facile progettare una tazza o un servizio di tazze per una donna, ma quando ti viene chiesto qualcosa per un uomo, che fai? Quasi sicuramente sarà difficile farlo contento con un soggetto floreale! Per fortuna il ragazzo in questione ha una casa molto moderna, e la sua ragazza mi ha chiesto di inventarmi qualcosa di grafico, semplice, e che sembrasse schizzato a pastello. Lei mi ha dato 3 immagini da utilizzare come spunto (le tazze erano 9), ed io ho deciso di elaborarle così... devo dire che non mi dispiace questo stile, e forse non è poi così lontano da altre cose che ho fatto. In fin dei conti, una piccolissima parte di me è grafico, perchè ho adorato la grafica fin da quando ho iniziato a studiarla all'istituto d'arte. Non mi vergogno a dire che forse la mia preferita è quella semplice, con le due righe bianche e nere. C'è chi mi può dire che non sono perfette, ma io credo che le sbavature, quelle imperfezioni che ti assicurano che l'oggetto che hai in mano non è stato stampato a macchina, ma studiato, toccato, lavorato con attenzione, diventino ancor più belle agli occhi di chi ha un animo attento, ed è a questo tipo di persone che mi auguro di piacere...!
giovedì 19 gennaio 2012
MONGOLFIERE...
In una domenica d'inverno, a casa da sola e con tante idee in testa ho scoperto di avere queste due tazze, dai colori insolitamente vivaci (in genere preferisco scegliere colori neutri su cui dipingere, poi eventualmente il colore ce lo aggiungo io...!), e la voglia di dipingerci su qualcosa di diverso, un soggetto che prima non avevo ancora usato...saranno anche scontate, ormai, perchè vanno molto di moda, ma le mongolfiere a me fanno sempre un certo che, quando mi capita di vederle in cielo resto bloccata col naso all'insù e non riesco a pensare più a niente, mi godo semplicemente la loro particolarità. E non so perchè, ma mi fanno sempre venire in mente quella storia del giro del mondo in 80 giorni...
Avevo paura che ne uscisse qualcosa di poco originale, ma il richiamo era forte...ho pensato: "E mongolfiere siano".
...tra i buoni motivi per bere un buon the caldo, ci sarà pure la voglia di perdersi tra i disegni che ricoprono teiera e tazze?
Io ho già voglia di scaldare un pò d'acqua e prendere due biscottini, e voi?
domenica 11 dicembre 2011
...Non progetto mai le cose che dipingo, anche se lo facessi, a meno che non fosse per qualche cliente capriccioso, non riuscirei a seguire passo passo la prima idea... in questi giorni sono un pò fissata con le campanule di specie varie, per cui, quando ho trovato queste due tazze di vetro, ho pensato che ben si adattavano all'ispirazione del momento...ma mai mi sarei immaginata che ne sarebbe uscita una cosa così! Queste due tazze hanno una leggero sapore dark che mi ha fatto pensare a Baudelaire, e ai suoi fiori del male, è per questo che ho fatto colare il colore sui manici...e allora immagino di bere un the in un pomeriggio uggioso di inverno, un the avvolto dai fiori, un the che forse profuma di fiori, e che appanna il vetro della finestra da cui ci godiamo la pioggia, e sulla quale ci verrebbe voglia di appoggiare le dita, e cominciare a disegnare...un giorno uggioso in cui ci sentiamo comunque, incredibilmente sereni...
sabato 12 novembre 2011
CAT LOVERS
Eccola qui, una delle ultime tazze fatte... Uso spesso i colori Porcelaine 150 o Vitrea 160 di Pebeo. Esistono in versione liquida, pennarello, o pasta a rilievo. Si lavorano a freddo, sono all'acqua, facilmente cancellabili con un lavaggio se durante i primi esperimenti vi riesce di fare qualche schifezzuola.... Una volta finito il lavoro, se siete soddisfatti, i soggetti vanno cotti nel forno di casa, per poco più di mezz'ora, e da quel momento il colore diventa permanente, lavabile addirittura in lavastoviglie (provato e certificato per voi).
Semplice vero?
Istruzioni utili: Il fatto che siano a base d'acqua potrebbe trarvi in inganno: durante la lavorazione non diluite i colori con acqua, perchè perdono brillantezza; meglio utilizzare il loro diluente dedicato, quello Vitrea andrà bene anche per i Porcelaine e viceversa. Forse vi diranno di non utilizzarli mescolati, perchè uno sarebbe un prodotto specifico per il vetro e uno per la porcellana, ma potete fare tutti i miscugli che volete, reggono benissimo a tutto! Cosa importantissima: pulire bene la superficie da dipingere con alcol o qualcosa di sgrassante prima di iniziare il lavoro, ed evitare poi di mettere le mani sulle parti da dipingere: la nostra pelle lascia uno strato di "unto" che potrebbe impedire al colore di aderire bene! Un consiglio in più: se volete fare qualcosa di complesso, valutate l'idea di cuocere il soggetto in un paio di volte: la prima per fissare una parte del lavoro che può esservi riuscita particolarmente bene, la seconda per fissare qualcosa che andate ad aggiungere poi, magari qualche dettaglio che eravate meno sicuri di volere! In ogni caso, per soggetti complessi è sempre bene lasciar asciugare per un pò il primo passaggio, perchè se bagnate il colore con un secondo strato troppo in fretta, rischiate che vi si stacchi a pellicine, e quindi di dover ricominciare tutto daccapo.
E...se conosci prodotti di altre marche con cui ottenere gli stessi risultati...condividi!
martedì 1 novembre 2011
Il mio primo post.
...preparo un po' di the, così possiamo bercelo insieme mentre chiacchieriamo di cose belle, di dove le abbiamo viste, e di come possiamo farcele...
Fino a non molto tempo fa, lavoravo in un negozio di prodotti per belle arti, facevo la commessa, e la dimostratrice. E' stata un'esperienza che mi ha insegnato molto sui materiali, curiosa come sono non mi lasciavo sfuggire niente! Adesso che ho intrapreso la mia carriera "solista" di decoratrice, sono felicissima di essere partita "dal basso". Quando hai un diploma di Accademia, e una laurea specialistica in Arte, fare la commessa non è proprio quello che ti aspettavi di fare quando sognavi il tuo futuro, durante le tue notti insonni sopra i libri...ma, credo, saper imparare da qualsiasi situazione, è una chiave per chi vuol essere creativo...e anche per chi non vuole esserlo.
Qui pubblicherò alcune cose che faccio, con suggerimenti tecnici per chi volesse provare a farle, e la possibilità di acquistarle...
A presto!
Fino a non molto tempo fa, lavoravo in un negozio di prodotti per belle arti, facevo la commessa, e la dimostratrice. E' stata un'esperienza che mi ha insegnato molto sui materiali, curiosa come sono non mi lasciavo sfuggire niente! Adesso che ho intrapreso la mia carriera "solista" di decoratrice, sono felicissima di essere partita "dal basso". Quando hai un diploma di Accademia, e una laurea specialistica in Arte, fare la commessa non è proprio quello che ti aspettavi di fare quando sognavi il tuo futuro, durante le tue notti insonni sopra i libri...ma, credo, saper imparare da qualsiasi situazione, è una chiave per chi vuol essere creativo...e anche per chi non vuole esserlo.
Qui pubblicherò alcune cose che faccio, con suggerimenti tecnici per chi volesse provare a farle, e la possibilità di acquistarle...
A presto!
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